Facerig ed il rischio bufale su internet

Bufale su internet, che futuro ci aspetta?

È argomento di questi giorni che AdSense, il sistema di monetizzazione Google abbia bannato almeno 200 account. Ma che cosa hanno fatto tutti questi siti per meritarsi questo ban? Secondo Google sono colpevoli di aver diffuso quelle che sembrano essere le streghe del momento a cui dare la caccia su internet: le bufale.

Tutti noi siamo incappati prima o poi nella bufala diffusa ad arte su Facebook come sui motori di ricerca. I più scafati hanno iniziato a leggerla, riconosciuta come fake news e subito chiusa. In tanti, a quanto pare la maggioranza, però abboccano facilmente alle bufale, credendo a queste notizie e contribuendo alla loro diffusione sulla rete.

Effettivamente è tempo che i big di internet prendano provvedimenti, magari anche un po’ più seri di quello recente di AdSense che sembra abbia intenzione di svuotare il mare con un cucchiaino! Oltretutto pare che nella tagliola siano finiti anche siti che a parere di molti non hanno questa colpa. Tutto questo mentre altre migliaia di altri bufalari continuano a diffondere le loro fake news senza problemi. Almeno per ora, speriamo.

Bufale, che futuro ci attende?

La guerra di questi giorni è niente rispetto a quello che dobbiamo aspettarci nel futuro. Se qualcuno si stava aspettando che, grazie alla tecnologia, la situazione potesse migliorare devo dargli una brutta notizia. In futuro le cose peggioreranno. Un futuro decisamente vicino perché nel giro di un paio di anni saranno alla portata di tutti software in grado di replicare le fattezze e le voci delle persone facendogli dire e fare quello che il programmatore vuole. Tra un po’ cercherò di anticipare i possibili scenari futuri. Prima ti parlo un attimo di questi software.

Software per bufale

Ovviamente è una provocazione, questi software non nascono affatto per poter produrre bufale. Le loro funzionalità però saranno certamente gradite dai produttori di fake news che non vedono l’ora di poter fare dire a Beppe Grillo che alle prossime elezioni voterà per Silvio Berlusconi!

Adobe VoCo

Il primo software è Adobe VoCo. Semplicemente ridefinito il Photoshop della voce.  Ancora non è stato rilasciato ma la presentazione non ha lasciato dubbi sul suo funzionamento. Basta un periodo di tempo minimo in cui il computer apprende dalla tua voce ed è pronto a parlare per te. Quindi funzionerà così. Per prima cosa dovrai parlare con il software affinché possa scoprire e replicare tutti i segreti della tua voce. Pare che bastino anche solo 20 minuti di apprendimento. Una volta pronto non dovrai fare altro che dare in pasto al programma un testo, che questo lo leggerà con la tua voce. Fantastico ma…

Animazione Facciale

C’è anche un’altra generazione di software che bussa alle nostre porte, ancora più potenti. Sono programmi in grado animare una faccia digitale prendendo gli input da una normalissima webcam. Qualcosa del genere si è già visto. Avete presente quei programmi che tramite la webcam inquadrano il vostro viso ma sul display mostrano un cartone animato? Il più famoso è Facerig, se vuoi vederlo in azione segui il link.

I programmi odierni sono in grado di fare animazioni elementari. Quelli del futuro prossimo, invece, saranno in grado di intercettare i movimenti di ogni muscolo della nostro viso facendoli replicare al cartone animato. Tutto chiaro fin qui? Ora rivestite cartone animato una bella skin campionata dalla nostra stessa faccia ed il gioco è fatto. Il software così pensato è in grado di fare una replica digitale del nostro viso. Eccezionale ma…

Bufale tecnologiche

Ma cosa succede se si mettono insieme i due software di cui ti ho parlato? Succede che sarà possibile avere un avere un duplicato virtuale in grado di dire e fare azioni programmate. Fin qui sembra tutto a posto. La parte pericolosa di questa tecnologia è che sarà possibile replicare chiunque. Basterà avere abbastanza immagini per campionare la faccia e venti minuti di parlato per campionare la voce.

I personaggi pubblici saranno i primi a finire nel mirino dei bufalari teconogicizzati. Immaginate come si potrebbero sbizzarrire a far dire a questo o quel politico esattamente il contrario di quello che ha detto il giorno prima. Hmm, questo esempio non va, lo fanno già da soli, lasciamo perdere i politici! Allora come gongolerebbero a far dire al conduttore del telegiornale che le scie chimiche, che i vaccini, che le cura contro il cancro, che le banche, che quando c’era lui… insomma tutto il repertorio classico.

Un altro rischio da prendere molto sul serio è la bufala di tipo sessuale. Pensate quante persone, quanti haters non vedono l’ora di rappresentare il nemico di turno in un sex tape. Quanti truffatori sono pronti a mettere la nostra faccia in un porno amatoriale per poterci estorcere del danaro. Il fatto è che questi prodotti sarebbero credibili e potrebbero sembrare originali agli occhi dei più.  Come potremo difenderci?

Cosa fare?

Il mio consiglio è quello di ridurre al minimo, se non eliminare del tutto, la pubblicazione di immagini e video sui social network. Lo so che oggi la presenza social è una vera e propria esigenza, tua come di molti altri. Lo so che pubblicare foto è video è una delle principali attività da fare su Facebook, Instagram, Snapchat, etc. In questo modo però corri il rischio futuro di trovare in rete una animazione pressoché identica a te, con la tua faccia e la tua voce. E non è detto che quel potrà dire o fare ti farà felice.

Internet e le bufale

Il rischio che la nostra società corre è quello di essere inondata da un fiume di informazioni, immagini, video, apparentemente veri. Il compito di Facebook di Google e degli altri big della rete è quello di proteggerci. Hanno l’obbligo di prepararsi ad intercettare l’enorme flusso di bufale tecnologiche che si sta per abbattere su internet. Se non saranno in grado di farlo perderanno ogni credibilità e saranno spazzati via. La sfida dei prossimi anni sarà proprio questa. E sarà vinta da chi sarà in grado di distinguere tra vero e falso proteggendo i propri utenti.

Grazie per aver letto il mio articolo Bufale su internet, che futuro ci aspetta?

Bufale su internet, che futuro ci aspetta?
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Un articolo di Alessandro Nicotra pubblicato il 31 gennaio 2017
Alessandro Nicotra
Alessandro Nicotra

Scrivo articoli e guide per aiutare le persone a superare gli ostacoli che sorgono nell'uso di tecnologie digitali, nuovi media, social network.

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