Le lampadine alogene salutano e tolgono il disturbo. Il primo settembre 2018 entra in vigore la direttiva 244/2009 dell’Unione Europea che vieta la commercializzazione delle lampade ad alto consumo.

Il provvedimento colpisce le lampade alogene  con attacco a vite E14 ed E27 e quelle con attacco G4 e GY6.35. Si salvano (per il momento) le lampadine alogene contrassegnate dalle sigle R7 e le G9. Di questi due tipi però potranno essere venduti  solo quelli appartenenti ad una classe energetica minima C.  Di conseguenza da subito andranno via quelle delle classi energetiche D ed E. Anche le  GU10 e le GZ10 non sono coinvolte dal provvedimento dell’Unione Europea che risale al 2009. Provvedimento che sarebbe già dovuto entrare in vigore nel 2016 è che ha come obbiettivo quello di incentivare l’uso di lampade a basso consumo.

In ogni caso le lampadine alogene desinate a sparire non lo faranno subito, questo perché i commercianti hanno diritto a continuare a vendere le scorte presenti nei magazzini di grossisti e dettaglianti.  Dopodiché sarà necessario rimpiazzare le lampadine alogene con quelle LED.

Lampadine alogene qualche dato

Anche se questo è un provvedimento che può impattare su ognuno di noi, se ne è parlato pochissimo. A quanto pare il 40% degli italiani non sa di questa direttiva. Le lampade alogene, ad oggi, rappresentano ancora un terzo del mercato dell’illuminazione.

Per fortuna passare dalle alogene alle Led conviene. Confindustria ha fornito delle stime secondo le quali le famiglie potranno risparmiare fino a 115 euro all’anno. Questo perché le lampade a LED consentono un notevole risparmio di energia (consumano un quinto delle alogene ed hanno una vita media di circa 20 anni contro i 4 anni delle alogene)

I vantaggi non li vedremo solo nella nostra bolletta ma ne beneficerà tutta la comunità. Il risparmio energetico garantito dalle lampadine a LED, infatti, ridurrà anche l’inquinamento. Le emissioni di CO2 dovrebbero ridursi di circa 15 milioni di tonnellate entro il 2025, inoltre il minor consumo permetterà di risparmiare anche 75 milioni di barili di petrolio.

Un articolo di Ida Ruggiero pubblicato il 27 Agosto 2018 e modificato l'ultima volta il 9 Ottobre 2018