È solo un luogo comune o c’è qualcosa di più? È proprio vero che le donne guidano male? Perché? In questo articolo mi sono messo alla ricerca dei motivi che alimentano il credo comune che le donne non sappiano guidare le auto. Il tutto senza mai perdere di vista l’approccio tecnologico e quindi gli aiuti che la tecnologia digitale può dare a chi non ha particolari doti al volante. Le soluzioni tecnologiche alla guida spesso passano per l’utilizzo di uno smartphone. A tutti raccomandiamo di usare lo smartphone in auto utilizzando i supporti necessari e sfruttando le automazioni che questi fantastici dispositivi permettono.

Perché le donne guidano male?

Preambolo non solo d’obbligo, ma confermato dai dati, è che, in un quadro generale in cui una larga percentuale di donne mostra alcune lacune quando guida un’autovettura, ci sono donne che guidano benissimo. Queste donne ovviamente non si riconosceranno nell’immagine che questo articolo potrebbe dare di loro. Chiedo loro umilmente perdono fin d’ora.

Ok, veniamo ai motivi per i quali è opinione diffusa, sopratutto tra i maschi, che la “donna al volante è un pericolo costante”.

Le donne guidano male? Non amano farlo

Uno dei primi motivi per il quale molte donne guidano male è perché non amano guidare. A differenza degli uomini le donne non vivono come la realizzazione di uno status la conquista della patente. L’uomo alla guida, fin dalla prima volta che si siede in auto, è innamorato dell’immagine di se stesso al volante e mette tanta dedizione nella guida.

Per le donne il più delle volte il sentimento più diffuso alle prime esperienze di guida è l’insicurezza. In questo quadro emotivo è naturale per un uomo tirare fuori il meglio di sé, le donne invece sono spesso limitate dall’iniziale insicurezza. Questo atteggiamento iniziale condizionerà l’intera “storia d’amore” tra le donne ed i motori. Le statistiche dicono che 4 donne su 10, pur avendo conseguito la patente di guida rinunciano a guidare abbandonando temporaneamente o per sempre questa attività.

Le donne guidano male? Colpa dell’educazione

Purtroppo ancora oggi le famiglie educano differentemente i figli maschi e le figlie femmine. Ai maschi più facilmente è concesso di correre, saltare, lottare, rotolarsi, lanciare sassi, etc. Alle bambine viene limitato questo tipo di attività. La conseguenza è che le bambine sono dedite a giochi che non preparano ad attività che richiedono doti “spaziali” come la guida.

La confidenza con le traiettorie e con le distanze è così una qualità che i maschi sviluppano sin da bambini mentre le donne iniziano a sviluppare le doti spaziali più tardi nella vita, di solito quando iniziano a fare sport o, appunto, quando iniziano a guidare.

Sempre in tema di educazione e crescita ci sono altre differenze tra i sessi. I maschi più facilmente si avvicinano precocemente al mondo dei motori iniziando le loro esperienze di guida con motorini, scooter, motociclette, etc. Questo avvicinamento avviene di solito durante l’adolescenza, una fase della vita in cui i giovanissimi sperimentano tanto, spesso facendo danni, ma imparando anche molte nozioni ciclistiche, meccaniche, elettriche. Esperienze che difficilmente si fanno in età matura.

Le donne arrivano più tardi al mondo dei motori. Questo ritardo di fatto è un gap da colmare sia in termini di allenamento sia in termini di conoscenze relative ai motori. Chi dice che le donne guidano male probabilmente lo fa anche in riferimento al gap formativo che si portano dietro.

Se il gap da allenamento è facilmente colmabile con la pratica di guida, il bagaglio di esperienze e di conoscenze tecniche e meccaniche maturato dai maschi adolescenti difficilmente può essere sostituito dalla parte teorica-meccanica del programma delle scuole guida.

Il ruolo delle scuole guida

Ecco, le scuole guida, da molti additate come uno dei principali problemi della qualità dei conducenti italiani (maschi e femmine). Le scuole guida più che insegnare a guidare ed a conoscere il codice della strada e i veicoli, insegnano solo come superare l’esame. Anche se apparente può sembrare la stessa cosa, non lo è. Per renderti conto di questa cosa ti basti pensare a quanta gente non sa guidare, tanta, davvero tanta; ebbene, quasi tutte queste persone hanno preso la patente in una scuola guida.

La verità, purtroppo, è che la scuola guida ti permette di prendere la patente, ma poi guidare bene è tutta un’altra cosa. Nel preparare la documentazione per questo articolo ho letto tante testimonianze di persone che dicono di aver ricevuto corposi aiuti, sia agli esami di teoria che a quelli di pratica. In questo modo praticamente tutti prendono la patente. ma ovviamente non tutti sanno guidare.

La preparazione all’esame di guida

Non è obbligatorio frequentare una scuola guida per poter prendere la patente. La legge consente a tutti di presentarsi all’esame di guida avendo fatto una preparazione “da privatista”.  L’esame da sostenere è lo stesso, una prova teorica ed una prova pratica.

Per la prova teorica è possibile prepararsi tramite diverse app e siti web io te ne segnalo una, che è Guida e Vai,  ma se ne preferisci altre non devi far altro che cercarle online.

Per prepararti alla prova pratica, dopo aver conseguito il foglio rosa,  puoi guidare l’auto di un parente o di un amico con delle restrizioni, la più importante delle quali è che ci sia un patentato al tuo fianco.

Anche per le prove pratiche è possibile prepararsi sfruttando la tecnologia. Esistono in commercio dei simulatori di guida domestici, con i quali è possibile fare le prime esperienze di guida. Il vantaggio di un simulatore è che libera il principiante dall’ansia di poter fare dei danni, permettendogli di fare le sue primissime esperienze in maniera non traumatica.

Il simulatore però non sostituisce la guida reale. Prima di sostenere un esame di guida quindi è necessario confrontarsi anche con la realtà della strada.

Alla guida l’allenamento conta

Un altro aspetto da considerare è l’allenamento. Come tutte le attività dell’uomo, mentali o fisiche, professionali o sportive, amatoriali e non, l’allenamento fa la differenza. In questo i dati parlano chiaro gli uomini percorrono molti più chilometri alla guida e di solito su percorsi più impegnativi. Ne consegue una maggiore esperienza ed un allenamento migliore. Le donne che a loro volta sono impegnate su percorsi lunghi e magari poco noti, si dimostrano ottime guidatrici. Le donne che guidano male sono spesso quelle con minore esperienza di guida.

A proposito di allenamento, avete notato come la domenica ci siano per strada i peggiori piloti, sia uomini che donne, ma perché? Perché la domenica prendono l’auto moltissime persone che non la usano nel corso della settimana, probabilmente perchè vanno a lavorare con mezzi pubblici e utilizzano il giorno festivo per fare una bella passeggiata in macchina o per andare a trovare i parenti. Fateci caso, al netto del traffico, la domenica è molto più difficile guidare rispetto al resto della settimana

Le doti ancestrali

Qui entriamo in un campo molto discusso. Se è vero che per guidare non serve essere più forti o più veloci (doti tipicamente maschili) è vero anche che la natura nella suo corso ha evoluto (o meglio selezionato) i due sessi in funzione delle qualità giuste per svolgere il proprio compito storico.

L’uomo primitivo, del quale ancora portiamo l’eredità genetica, aveva una suddivisione sociale dei ruoli semplice ma netta. La donna badava alla famiglia nell’ambiente domestico, mentre l’uomo procurava il cibo andando a caccia. L’uomo oltre alla caccia era dedito anche alla guerra in quanto doveva difendere la propria famiglia ed il proprio villaggio dagli attacchi di animali o di altri gruppi di esseri umani.

Le doti ancestrali quindi sono differenti.

La donna ha sviluppato capacità fisiche e mentali in linea con il compito che ha storicamente portato avanti. La capacità di svolgere più attività contemporaneamente e tutte con un buon livello qualitativo (il concetto di multitasking). La capacità continuare a lavorare sulla stanchezza e la sopportazione del dolore sono doti che solo il gentil sesso può vantare. Le donne inoltre hanno capacità empatiche ed affettive nettamente superiori a quelle degli uomini.

L’uomo è molto più adrenalinico, orientato alla performace. Oltre alle doti fisiche, la caccia e la guerra hanno favorito lo  sviluppo della capacità di concentrare tutte le sue energie su un singolo obiettivo. L’uomo quindi si dedica ad una sola attività per volta utilizzando tutte le risorse per farla al meglio.

La guida è un’attività che richiede attenzione e concentrazione. Molte donne guidano male perchè mentre non mettono la giusta concentrazione nell’attività che stanno svolgendo.

Le doti sociali

Anche qui bisogna rifarsi agli uomini primitivi per comprendere meglio alcuni comportamenti sociali differenti tra i due sessi. Fin dall’età della pietra, le donne sono state il cuore ed il motore della famiglia, il centro del loro sistema di riferimento. Ogni attività della famiglia dipendeva decisioni delle donne.

L’uomo invece, dedito alla caccia, ben presto inizio ad organizzarsi in branchi. Il branco garantiva più protezione per i singoli componenti del sistema e migliori risultati per quel che riguardava il cibo da portare alla famiglia. Nel branco l’uomo ha imparato a far parte di un sistema, agendo, allo stesso tempo, nell’interesse proprio e di quello del sistema nel quale era integrato.

Alla guida, questa differenza produce i suoi effetti. La donna spesso sottovaluta, quando non ignora, le conseguenze sul sistema traffico delle proprie azioni alla guida. È molto frequente vedere le donne che al momento di fare un’inversione di marcia, la fanno senza andare a cercare il primo passo carrabile utile, questa manovra è di notevole intralcio per il traffico in quanto condiziona, per tutto il tempo della manovra, entrambe le carreggiate rallentando il traffico.

Il codice della strada vieta questo comportamento in quanto bisogna “assicurarsi di poter effettuare la manovra senza creare pericolo o intralcio agli altri utenti della strada”.

Le donne che guidano male intralciano la circolazione

Se c’è una cosa che viene spesso rimproverata alle donne alla guida è proprio quella di essere di intralcio alla circolazione. Oltre al caso sopra menzionato altri comportamenti che intralciano il traffico sono:

  • guidare nella corsia centrale sulle autostrade
  • non accostare al margine della strada per effettuare una fermata
  • prima di una svolta, non impegnare il lato della carreggiata verso il quale si deve girare
  • il mancato utilizzo degli specchietti retrovisori
  • distrazione dalla guida, generata sopratutto da un uso scriteriato degli smartphone

La distrazione alla guida per dedicarsi allo smartphone, attività cui anche molti uomini sono dediti, è pericolosissima per se stessi e per gli altri. Di solito chi commette questo genere di imprudenza se ne rende perfettamente conto e di conseguenza tende a rallentare tantissimo e ad impegnare la carreggiata in posizione centrale. In questa situazione la vetture diventa un ostacolo al traffico ed il conducente spesso non se ne rende nemmeno conto poiché oltre a non guardare la strada, ovviamente, non guarda nemmeno gli specchietti retrovisori.

Come usare lo smartphone in auto

Lo smartphone è utilissimo e risolve tanti problemi, molti più di quelli che puoi immaginare. Uno smartphone può dare una grande mano a chi sta guidando a patto però che lo si usi seguendo le prescrizioni di sicurezza.

Le auto più recenti hanno sistemi di infotainement che si interfacciano con lo smartphone integrando nel cruscotto e nell’impianto audio tutte le funzioni. Se stai comprando un’auto nuova dovresti cercare di prenderne una che supporti Android Auto o Apple Car Play. Con questi sistemi potrai utilizzare tutte le funzioni e le app del tuo smartphone utilizzando i comandi vocali. In questo modo non dovrai mai togliere le mani dal volante o distogliere lo sguardo dalla strada.

In assenza di un sistema di infotainement che si interfacci con il tuo smartphone ti consiglio di fare come segue

  • sistema lo smartphone su un supporto che ti permetta di tenerlo a portata di mano e di sguardo
  • se possibile connetti il tuo telefono al bluetooth dell’impianto audio
  • nelle auto non dotate di bluetooth utilizza le cuffie per parlare e ascoltare, meglio se sono bluetooth
  • utilizza esclusivamente i comandi vocali attivando le app necessarie

Android Auto e Apple Car Play funzionano sul tuo smartphone anche se non connesse ad un sistema di infotainement. Prendi confidenza con queste app per poterle utilizzare mentre guidi rimanendo concentrato sulla strada.

Senso dell’orientamento

Un’altra eredità genetica che alla guida è importante, è il senso dell’orientamento. I ruoli storici hanno fatto sì che l’uomo, che si inoltrava nelle foreste per la caccia, sviluppasse un maggior senso dell’orientamento. L’evidenza maggiore di questa differenza è il fatto che le donne, più facilmente degli uomini, si fermino per chiedere informazioni sulle destinazioni da raggiungere, gli invece uomini si affidano maggiormente al loro senso dell’orientamento. La mancanza di spiccato senso dell’orientamento si traduce in incertezze ed indecisioni.

Anche sulle indecisioni c’è qualche differenza da sottolineare. Per loro natura le donne sono più riflessive degli uomini, questo fa sì che ci impieghino più tempo prendere le loro decisioni. La guida richiede di continuo di prendere decisioni ed agire di conseguenza, gli uomini fanno questo percorso  più rapidamente e agiscono più rapidamente. Non per forza la decisione presa è la migliore, e questo vale allo stesso modo sia per le donne che per gli uomini, ma almeno gli uomini agendo velocemente, intralciano il traffico per tempi minori.

Sicurezza alla guida

Per diversi motivi, alcuni dei quali già oggetto di trattazione in questo articolo

  • dimestichezza con le distanze e le traiettorie
  • abitudine ai veicoli a motore
  • allenamento alla guida
  • senso dell’orientamento

le donne si sentono, in generale, meno meno sicure degli uomini alla guida. Questa insicurezza a volte si traduce in valutazioni errate che portano ad errori. Insomma spesso le donne guidano male proprio perché credono di non saperlo fare.

Il più frequente di questi errori è il ricorso eccessivo al pedale del freno. Molto più frequentemente degli uomini le donne affrontano un ostacolo frenando. Il ricorso alla frenata oltre che all’insicurezza è dovuto anche al fatto che hanno bisogno di tempo per prendere le decisioni.

Al pararsi di un ostacolo quindi l’atteggiamento tra i due sessi è diverso, l’uomo cerca il modo di liberarsi più velocemente possibile dell’ostacolo, se è il caso anche aumentando la velocità. La donna più difficilmente risolve agendo sul pedale dell’acceleratore, come già detto tende ad usare maggiormente il freno. L’uomo in questo caso si assume rischi maggiori (non sempre calcolati) in funzione dell’ottimizzazione dei tempi di percorrenza, propri e del  resto degli automobilisti.

Altre manifestazione dell’insicurezza è la difficoltà ad immettersi nella circolazione in uscita da una strada con minor traffico o da un area privata.

Per fortuna la sicurezza alla guida migliora con l’esperienza, i fattori che la determinano sono tutti migliorabili con la tecnologia o con l’allenamento. Un guidatore più sicuro di sé non è più pericoloso ma più consapevole.

Utilizzare il navigatore satellitare ad esempio azzera il problema relativo all’orientamento, il consiglio è di utilizzarlo sempre quando non si conosce il percorso verso la propria destinazione.

Assunzione dei rischi

Come già detto di fronte ad un ostacolo le donne tendono a frenare più degli uomini. In questo percorso decisionale contribuisce la volontà di assumersi dei rischi. In questo l’uomo è sicuramente più spericolato delle donne. Anche le statistiche assicurative testimoniano il fatto che gli uomini sono i maggiori responsabili di sinistri di entità grave mentre le donne sono responsabili di sinistri di entità minore.

È questo uno dei temi utilizzati da chi sostiene che le donne guidino meglio.

La sinistrosità però è solo uno degli indicatori  di qualità della guida: si può guidare malissimo anche senza causare incidenti. Inoltre la sinistrosità è un dato da interpretare alla luce del fatto che gli uomini percorrono più chilometri (alcuni dati dicono più del doppio) alla guida rispetto alle donne e, di solito, su percorsi più a rischio. Per intenderci è più comune il caso in cui le donne prendono l’auto per accompagnare i bambini a scuola e per fare la spesa rispetto agli uomini; su percorsi brevi e noti la possibilità di fare incidenti si riduce drasticamente.

Lo stesso dato delle assicurazioni, che dichiarano un minore sinistrosità minore del 15% delle donne, si ribalta introducendo la variabile dei chilometri percorsi alla guida. Per le assicurazioni il dato che conta è il rischio il assoluto, non il rischio per chilometro, parametro secondo il quale l’uomo fa meno incidenti.

La sicurezza in auto

Nel campo della sicurezza le auto tecnologiche stanno facendo passi da gigante. Ben presto avremo le auto a guida autonoma che, si spera, azzereranno qualsiasi rischio connesso alla guida. Nel frattempo dispositivi come la frenata assistita o o il Lane Assist permettono di fare un salto in avanti in tema di sicurezza. La frenata assistita frena al posto tuo quando non hai visto un ostacolo e rischi di prenderlo in pieno. Il Lane Assist controlla il volante, se non è nelle tue mani, evitando di andare a sbattere se la strada curva. Puoi approfondire questi temi i questo articolo.

Le donne non sanno parcheggiare

Se sul fatto che le donne non sanno guidare la discussione è aperta, sul fatto che non sanno parcheggiare invece, non c’è discussione. L’attività di parcheggiare l’auto è una di quelle in cui la differenza uomo donna è più evidente.

Un esperimento  condotto in Germania dalla dottoressa Cladia Wolf ha dato evidenza scientifica a questa differenza. A un gruppo di 66 volontari, equamente suddivisi tra uomini e donne, è stato chiesto di parcheggiare un’auto in posto non proprio comodo. Il risultato è stato che le donne parcheggiavano meno precisamente degli uomini e ci impiegavano mediamente 20 secondi in più.

Il motivo starebbe nelle capacità del cervello maschile che, secondo la dottoressa Wolf, conferirebbe un miglior coordinamento e permetterebbe di calcolare in tempi minori le manovre necessarie per un buon parcheggio.

La teoria della dottoressa Wolf si affianca alle teorie di due studiosi australiani. Dagli studi degli psicoterapeuti Barbara e Allan Pease è emerso che l’85% delle donne non possiederebbe i circuiti neurologici che conferiscono la dote denominata intelligenza spaziale che Howard Garner, professore presso l’Università di Harvard, definisce come la capacità di pensare in tre dimensioni.

L’intelligenza spaziale è la stessa che ti permette di stimare quando un sorpasso è fattibile tenendo conto di tutte le variabili in gioco,

  • velocità della tua auto
  • andatura del veicolo che ti precede
  • eventuale velocità di veicoli che vengono di fronte
  • velocità dei veicoli che ti seguono
  • condizioni della strada
  • visibilità della traiettoria da seguire

Insomma fare un sorpasso è un processo decisionale complesso nel quale l’uomo è facilitato per la maggior intelligenza spaziale. Non è solo prudenza se le donne fanno molti meno sorpassi degli uomini.

Migliorare l’intelligenza spaziale

L’intelligenza spaziale per fortuna si può allenare. Ci sono diverse attività in grado di migliorare la capacità di pensare tridimensionalmente, quella più accessibile, che quasi tutti facciamo quotidianamente, è proprio guidare.

Anche in questo caso la tecnologia ci può aiutare perché, oltre a guidare, molti giochi, tipo il famosissimo Tetris al pari del diffusissimo Candy Crush, aiutano a sviluppare l’intelligenza spaziale. Anche i simulatori, penso ai giochi in cui si guida come Gran Turismo, sono utili per lo scopo.

Soluzione tecnologica per parcheggiare

Proprio in questo campo la tecnologia ci viene incontro alla grande. Già da diversi anni sono in commercio vetture dotate del parking-assistant, un sistema in grado di calcolare le distanze, giudicare se un posto è buono per parcheggiare e anche gestire il volante durante le manovre di parcheggio. Al conducente resta i compito di gestire i pedali per muovere la vettura.

Il costo di questo accessorio è ormai abbordabile e chiunque abbia problemi con il parcheggio dovrebbe pensare seriamente a comprare un’auto equipaggiata con il parking-assistant.

Il ruolo delle emozioni

La Hyundai ha coinvolto l’analista comportamentale Patrick Fegan e l’Università di Londra per sviluppare un test interessante. Si chiama “Driving Emotion Test” ed è un esperimento per misurare le emozioni alla guida.

Il test è stato fatto su un campione molto ampio: mille partecipanti. Lo studio mirava a studiare le reazioni emotive alla guida, in diversi scenari. Utilizzando una tecnologia di lettura delle espressioni facciali e tenendo sotto controllo la frequenza cardiaca, i ricercatori hanno scoperto altre differenza tra uomini e donne al volante. Le donne alla guida sono mediamente più coinvolte emozionalmente degli uomini. In particolare il 12 per cento in più delle rappresentanti del gentil sesso si arrabbia come reazione ad eventi relativi alla circolazione. Va da sé che se sono arrabbiate le donne guidano male, ovviamente anche gli uomini, che però si arrabbiano mediamente di meno.

Cercando una risposta anche in questo caso i ricercatori sono giunti alla conclusione che l’evoluzione della specie c’entri qualcosa: a quanto pare la guida scatena istinti primitivi di difesa, istinti paragonabili a quelli degli uomini dell’età della pietra. Dagli studi emerge che le donne risentono più degli uomini di questa eredità genetic0.

Ancora una volta la teoria evolutiva fa la differenza. Le donne, mentre gli uomini erano a caccia, erano sole con i loro figli nelle proprie dimore, maggiormente esposte agli attacchi di animali, di altri uomini ed in generale ai rischi. Questa situazione ha dato alle donne un senso del pericolo molto più sviluppato. Questo “sistema di allerta precoce” è insito nelle donne che alla guida tendono a essere più sensibili agli stimoli negativi. Per questo motivo sono più arrabbiate e frustrate degli uomini quando sono al volante.

Una soluzione tecnologica per gestire le emozioni

Un valido aiuto per le gestione delle emozioni alla guida arriva dalla tecnologia. Ancora una volta è  lo smartphone a darci un valido aiuto. Esistono molte app che aiutano a gestire le proprie emozioni, questa che ti segnalo, Breathe2Relax, disponibile sia per iPhone sia per Android, concentra la sua attenzione sulla respirazione. La respirazione è un ottimo sistema per controllare le emozioni.  Anche l’ascolto di musica rilassante (ognuno si sceglie la propria) è sicuramente di aiuto nel tenere a bada le emozioni quando si è al volante.

Un articolo di Alessandro Nicotra pubblicato il 12 Settembre 2019 e modificato l'ultima volta il 11 Ottobre 2019